Chi sono

Roberta Bailo

Sono un coach.

Un wild coach della ribellione.

Aiuto le persone a scoprire le loro energie nascoste.    

 

Per me essere wild significa scoprire e riscoprire la propria vera essenza e portarla nel mondo, i propri talenti, la propria unicità.

Wild è ritornare ai propri cicli naturali in armonia con la natura e le sue forze potenti. Wild è riscoprire la propria energia, il proprio potere e portarlo nel mondo. Wild è accedere alla propria saggezza ancestrale. Wild è anima.

 

Ribellione è diventato il mio mantra, ma non nel senso di andare per forza contro corrente, da outsider, ma nel senso più profondo di essere pienamente se stessi.

Ribellarsi quindi a tutto quello che impedisce il bellissimo percorso di trasformazione che è vivere.

A volte ribellarsi persino a se stessi, se questo non porta ad un di più di sé. Tradire a volte, se necessario, tradire anche idee su di noi. Stare nelle contraddizioni.

 

Da sempre in cammino di ricerca, ho trovato in questo mio modo di fare coaching il contributo che posso essere per il mondo, che corrisponde alla mia energia e al mio potere.

 

Sono felice quando, nell’incontro con un’altra persona, riesco ad aiutarla ad esserci in pienezza nella sua vita, anche se per poco e anche se solo per un aspetto.

Felice di essere stata una parte del suo cammino di consapevolezza e di liberazione da etichette, da stereotipi, da insoddisfazioni, da catene e zavorre.

Felice se l’ho aiutata a comprendere gli snodi importanti della sua vita, a superare un abbandono, ad elaborare la fine di una storia d’amore, a lasciar andare un copione da vittima o da perdente.
Aiutata senza invadere il suo campo, ma un passo indietro, nel profondo rispetto e ascolto dei suoi tempi e della sua sacralità.

 

Sono felice quando insieme abbiamo contribuito a creare un nuovo ordine, di amore, che so che si espanderà nel mondo e oltre, con nuove energie e vibrazioni.

FORMAZIONE

La mia formazione professionale inizia con la laurea in Filosofia, un Dottorato di ricerca in Bioetica e approda al Counseling nel 2007.

Oltre alla mia attività di counselor, mi sono occupata di persone con disabilità, ho scritto testi e articoli sulla legislazione per disabili, sul consenso informato in medicina, sull’incesto, sulle tematiche di fine vita e sul danno esistenziale.

La scuola di counseling nella quale mi sono formata è la Gestalt, secondo un approccio pluridisciplinare, che tiene conto della persona in senso totale, come un unico di mente e corpo.

La scuola della Gestalt nasce negli anni ’50 e ’60 e prende origine dalla tradizione umanistico-esistenziale della psicologia.

L’approccio gestaltico è caratterizzato, in particolare, dall’uso della metafora, della fantasia e del linguaggio delle immagini, lavora con la postura e il movimento del corpo e la piena espressione delle sensazioni che coinvolgono il corpo.

Per la Gestalt una persona è un intero, è un corpo, emozioni, pensieri, sensazioni e percezioni. Fa parte del suo ambiente e non può essere compresa al di fuori di questo. Una persona determina le proprie risposte al mondo. Essa è responsabile della propria vita e la può cambiare.

Nell’ultimo anno ho continuato la mia formazione e sono diventata Gestalt coach. Il coaching è un modo diverso di stare in relazione, opera attraverso domande mirate, che puntano al potenziamento, portando ad uno spostamento di prospettiva. quello che diventa importante è il processo, il  modo con il quale percepiamo noi stessi e la nostra realtà. Il coaching gestaltico mette in risalto, porta in luce ciò che sta in ombra, che è nascosto.

LABORATORI - CORSI

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